
LA
CERTIFICAZIONE DI CONFORMITA'
("CERTIFICAZIONE DI QUALITA'")
NEL SETTORE AGROALIMENTARE
Qualità significa capacità di soddisfare
esigenze, di tipo morale e materiale, sociale ed
economico, proprie della vita civile e
produttiva, opportunamente identificate e
tradotte in determinati requisiti, non generici
ma concreti e misurabili.
Le esigenze che la qualità è chiamata a soddisfare
possono essere di:
-
carattere primario, connesse cioè con la
tutela di bisogni fondamentali quali la
sicurezza e la salute delle persone;
-
di natura accessoria, relative allo sviluppo
del sistema economico ed al benessere della
società (adeguata gestione delle risorse e dei
processi produttivi – qualità di sistema;
prestazioni, affidabilità, durata e
caratteristiche qualitative in genere dei
prodotti, sia beni strumentali che prodotti di
consumo, caratteristiche dei servizi – qualità
di prodotto/servizio).
Le esigenze di qualità in campo alimentare
rientrano, anche e soprattutto, nella categoria dei
bisogni primari e, come tali, sono tutelate, in
prima istanza, da apposita legislazione nazionale
e/o sovranazionale.
Come per altre tipologie di bisogni, tuttavia, gli
approcci volontari alla qualità sia di
“sistema”, sia di “prodotto”, sia infine di
“processo”, fra loro complementari e sinergici,
basati su scelte consapevoli ed impegnative degli
Operatori interessati, rappresentano strumenti, non
solo propedeutici al rispetto delle leggi
(azione di per sé reattiva), ma pro-attivi e di
miglioramento.
Come ogni altra Organizzazione produttrice di beni e
servizi, le imprese agricole e l’industria
agro-alimentare in genere, sono chiamate a
realizzare e quindi assicurare al mercato –
inteso nella sua accezione più ampia come l’intero
contesto socio-economico a cui si rivolgono – la
qualità come sopra definita, e nelle diverse forme
applicabili, in misura proporzionata ai bisogni che
sono tenute o si impegnano a soddisfare.
A tal fine, devono identificare adeguatamente
tali bisogni (generalmente esplicitati dai
riferimenti normativi cogenti o volontari
applicabili, nella fattispecie, tuttavia, ampiamente
perfezionabili) ed impegnarsi a porre in atto
tutti gli elementi (processi e risorse)
necessari per il loro soddisfacimento.
Così come per altri beni di consumo, la qualità
dei prodotti alimentari (come capacità di
soddisfazione dei bisogni del consumatore) è la
risultante di un insieme di fattori, quali:
-
igiene e salubrità;
-
caratteristiche organolettiche e nutrizionali
(sapore, odore, aroma, colore, componenti
nutritivi, ecc..);
-
elementi di utilizzazione (conservabilità,
facilità d’uso, tipo di confezionamento, ecc..);
-
fattori culturali (tradizione, appartenenza
locale, genuinità, ecc..);
-
fattori etico-sociali (es. rispetto
dell’ambiente e assenza di crudeltà verso esseri
viventi nei processi di produzione).
SICUREZZA ALIMENTARE

BRC GLOBAL FOOD STANDARD
Il tecnical Standard Working Group del British
Retail Consortium (BRC) è composto da rappresentanti
di: Tesco Stores Ltd, Asda Store Ltd, Iceland Foods
Plc, Witrose Ltd, The Cooperative Group, Safeway
Stores Plc, Sainsbury’s Supermarkets Ltd, Spar (Uk)
Ltd:
-
Sistema HACCP
-
Sistema di Gestione Qualità
-
Standards ambientali aziendali
-
Controllo prodotto
-
Controllo processo
-
Personale
INTERNATIONAL FOOD STANDARD (IFS)
Le organizzazioni tedesche dei retailers (HDE: AVA,
Lidl, Edeka, Tegut, Metro, Globus, Rewe, Aldi,
ecc..) e quelle francesi (FCD: Auchan, Carrefour,
etc…) hanno organizzato dei gruppi di lavoro per
definire lo standard IFS:
-
Sistema di gestione Qualità
-
Responsabile della direzione
-
Risorse
-
Realizzazione del prodotto
-
Misure, analisi, miglioramento
GLOBALGAP
Globalgap: marchio internazionale commerciale per
frutta e verdura che prevede l’adempimento ad una
norma ed un disciplinare di produzione. Il
riconoscimento è stato applicato per la prima volta
nel 1997 dall’Euro Retailer Produce Work Group. Se
un prodotto presenta il marchio GlobalGap significa
che è stato soggetto a valutazioni e controlli
previsti dalla norma o dal disciplinare di qualità.
Un importante requisito è la possibilità di risalire
all’azienda produttrice.
Esistono tre modalità di certificazione GLOBALGAP:
-
OPZIONE 1 (singole aziende)
-
OPZIONE 2 (gruppi di aziende)
-
OPZIONE 3 (aree territoriali)
Lo schema GLOBALGAP prevede la certificazione da
parte di un organismo indipendente accreditato
secondo la norma internazionale EN 45011
della corretta applicazione del protocollo, basato
su:
-
Utilizzazione di tecniche riconosciute di lotta
integrata;
-
Adozione di attenzioni specifiche per la
protezione ambientale;
-
Cura degli aspetti igienici nella manipolazione
dei prodotti alimentari;
-
Rispetto dei requisiti generali per la salute e
la sicurezza dei lavoratori agricoli;
-
Rispetto della normativa specifica nel
trattamento dei lavoratori.
DOCUMENTAZIONE ESPLICITAMENTE RICHIESTA
Procedure e istruzioni operative
-
Raccomanzadioni di utilizzo DPI;
-
Procedura documentata rispetto tempi di carenza;
-
Procedura emergenza con numeri telefono;
-
Istruzioni scritte lavaggio contenitori
fitofarmaci;
-
Istruzioni documentate igiene;
-
Procedura documentata e registrazioni per
trattamenti post-raccolta;
-
Procedure pronto intervento ed emergenza;
-
Procedura gestione reclami;
-
Verifiche ispettive interne / azioni correttive
conseguenti.
Analisi, Pianificazioni e Programmi
-
Analisi dei rischi per i nuovi siti (comprese
misure di controllo);
-
Audit iniziale per determinare vita selvatica
presente in azienda e piano gestione fauna /
flora (raccomandazione);
-
Piano di fertilizzazione e quantità
effettivamente usata;
-
Piano documentato tutela biodiversità;
-
Programma pulizia filtri riciclo acqua di
lavaggio;
-
Programma addestramento lavoratori per utilizzo
attrezzature complesse / pericolose;
-
Sistema documentato rintracciabilità;
-
Notifica scritta ai clienti su utilizzo OGM;
-
Registrazioni relative ad ogni area coltivata
con relative pratiche agronomiche;
-
Registrazione delle rotazioni (o giustificazione
scritta della non rotazione);
-
Giustificazione scritta per l’uso di fumiganti;
-
Registrazione fertilizzazioni;
-
Calcolo dell’azoto usato su base annua;
-
Documento normativo su limiti nella
registrazione manutenzione macchine
(fertilizzanti / fitofarmaci).
Documenti e registrazioni
-
Inventario, carico e scarico fertilizzanti;
-
Registrazione trattamenti fitofarmaci, compresa
giustificazione, organismi bersaglio e soglie
d’intervento documentate;
-
Registrazione competenza tecnica (propria /
consulenti);
-
Calcoli per utilizzo fitofarmaci (velocità,
superficie, pressione);
-
Inventario, carico / scarico fitofarmaci;
-
Smaltimento fitofarmaci obsoleti;
-
Registrazioni disinfestazione derattizzazione
magazzini;
-
Registrazioni gestione reclami.
Norme cogenti
-
Normativa cogente paese di produzione (OGM,
Fitofarmaci, ecc..);
-
Normativa cogente paese consumo finale;
-
Fertilizzazione azotata (DIR 91/676/EEC 170 Kg
N/ha/anno);
-
Documentazione su restrizione uso fitofarmaci
nei paesi consumatori finali;
-
Qualificazione laboratorio analisi (BPL).
Analisi cliniche
-
Analisi del suolo di routine;
-
Analisi dei residui di antiparassitari sul
prodotto;
-
Analisi annuale acqua di lavaggio.
Altre verifiche
-
Verifica strumenti di misura per preparazione
fitofarmaci.
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